L’Iliade a fumetti

Una persona che stimo molto è Nicoletta che cura l’ottimo sito di “Aiuto dislessia”, che consiglio vivamente. Sul sito ci sono schede didattiche per tutte le classi, ben raccolte per materie e tanti altri suggerimenti. Se ne trovano in altri siti, direte, può darsi, ma la differenza sta nella facilità di lettura e nei suggerimenti divertenti.

Prendete l’Iliade, per esempio. Chi riesce a star dietro a tutti quei nomi? Eroi, parenti di eroi, dei… Bè, io ho trovato sul sito di “Aiuto dislessia” l’Iliade a fumetti! Come sarebbe più facile studiare tutto con i fumetti! Per la storia a fumetti vi rimando al sito di Ufotto Leprotto, ma per l’Iliade senz’altro il sito di Nicoletta è perfetto.

Link sotto all’immagine.

 

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Iliade a fumetti

 

L’inglese in un quadrato

Vi segnalo un metodo di insegnamento della grammatica inglese che si basa su un semplice grafico a quadrati.

The Square di Santina Spiriti è un sistema che utilizza 4 quadrati in forma scalare come unico strumento per fare domande e dare risposte in inglese, utilizzando tutti i tempi ed intrecciando giocosamente sintesi, filologia ed insiemistica. Il metodo lavora per sintesi, immagini e colori, aiuta ad apprendere l’inglese divertendosi ed è adatto a tutte le fasce d’eta. Facendo ricorso alla memoria visiva, questo metodo d’insegnamento consente ad ognuno di imparare facilmente, evitando inutili sforzi mnemonici, i concetti basilari della lingua inglese e permette di districarsi nella costruzione di tutte le frasi che costituiscono il repertorio di un linguaggio in tempi decisamente brevi.
È quindi la soluzione per chi ha difficoltà con l’inglese. The Square è stato utile anche a molti insegnanti che, grazie alla semplificazione offerta dal metodo, hanno potuto chiarire a se stessi dei punti oscuri della grammatica che, quando frequentavano la scuola, non sono stati in grado di svelare.

http://progettothesquare.altervista.org/

LAPBOOK

Cosa è un Lapbook? Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in questa parola strana. La risposta più semplice che ne ho ricavato è: una mappa 3D. Le mappe mentali o concettuali per studiare le conosciamo già (anche se in questo blog non abbiamo mai fatto la distinzione tra le due) ma dei Lapbook non abbiamo mai parlato.

Ecco qui sotto la più completa definizione che ne fanno Giuditta e Ginevra Gottardi  nel loro interessante sito laboratoriointerattivomanuale.com

Il lapbook è uno strumento che si adatta a qualsiasi età e scuola, ma soprattutto, essendo una mappa concettuale tridimensionale, si può applicare facilmente a qualsiasi tipo di argomento e materia. La cosa importante è partire scegliendo un argomento che entusiasmi, qualcosa su cui costruire un interesse profondo. Una volta scelto l’argomento fate la lista delle materie che volete collegare e cercate i vari sottoargomenti, in breve create una scaletta dei contenuti che volete approfondire. A questo punto passate a scegliere la dimensione della mappa ( foglio A3, più fogli uniti, cartellone ripiegabile, etc.) e a scegliere i template o i minilibri che trovate più adatti.

“Lap” significa “grembo” ma anche “falda, lembo, balza, piega”. il verbo “to lap” significa “avvolgere, piegare, ripiegare, sovrapporre, sovrapporsi”. Il Lap di Lapbook è un misto di questi due significati. Il Lapbook è una cartelletta, un piano di lavoro, facilmente consultabile tenendolo in grembo in quanto è un costruito usando un supporto semirigido come base. Al suo interno sono conservati minibook o template riepiegabili e richiudibili. Quando il lapbook si chiude le falde si sovrappongono su se stesse. Dobbiamo pensare al lapbook come a una sorta di postazione di lavoro con tanti cassetti da aprire e chiudere per ritrovare i contenuti.

Forse i Lapbook potrebbero essere molto utili costruiti in classe per la classe, appesi e usati da chi ne ha bisogno. Ma se qualche mamma vuole cimentarsi, un esempio che mi è piaciuto molto è il Lapbook sulle regioni d’Italia che Giuditta e Ginevra hanno realizzato e spiegato molto bene nel loro video tutorial. Qui sotto il link.

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Lapbook sulle regioni

 

SCRIVERE UN TESTO NARRATIVO

mafalda

“Scrivete un racconto su…” in genere comincia così la richiesta del compito di italiano, odiato o amato. Le vie di mezzo sono difficili. C’è chi già sa cosa racconterà e pure come e parte a razzo, pochi, chi si spreme le meningi nella speranza di far uscire un racconto e, più spesso, chi pensa di avere una buona idea ma non sa da dove partire.

Ecco (qui sotto) qualche suggerimento, scovato qua e là, per questi ultimi, partendo dal presupposto di averci un’idea di racconto da scrivere!

Il testo narrativo

 

L’IMPORTANZA DEGLI SCHEMINI

COME SI FANNO E COSA SONO GLI SCHEMINI

Studiare è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Ok, sto degenerando! Non è proprio così brutto studiare, ma farlo con gli schemini per qualcuno è meglio.

Intanto per farli sarebbe meglio partire da una buona lettura, sottolineare o evidenziare le cose più importanti. C’è chi dà dei titoli alle sequenze (i paragrafi) e studia già meglio così. Oppure chi prende un bel foglio bianco e disegna lo schemino. Può avere diverse forme: modello “albero genealogico”…

MAPPA FRIULI

….a “raggiera”, con il titolo principale nel mezzo e tutto attorno i sotto argomenti a lui legati a raggiera, appunto…

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…sotto forma di elenco…

I PERSONAGGI DELL’lLlADE Greci.jpg

….con schizzi e disegni che accompagnano scritte o a forma di fumetto. C’è chi si serve di ritagli di immagini prese da riviste, per accompagnare meglio un concetto.

L’importante sarebbe che a questa stesura partecipasse il bambino interessato, visto che deve poi trovarlo utile lui. Noi dobbiamo aiutarlo cercando di focalizzare i concetti chiave, per non disperdere energie, e cercando quel minimo di ordine che possa rendere lo schemino rileggibile a distanza di tempo senza l’interprete. Se lo si fa con curiosità e senza metter fretta, diventa un bel gioco che fa amare di più lo studio e questo è a nostro vantaggio.

Le mappe sono state prese dal sito il paradiso delle mappe

ANCORA SUGLI SCHEMINI

Le immagini e i disegni che accompagnano uno schemino o mappa concettuale possono essere fondamentali, e nel farli ci si può anche divertire. Ecco alcuni esempi che mi sono stati raccontati. Su una mappa fatta da un bambino i Visigoti erano raffigurati da un viso, gli Ostrogoti da un mostro (con accanto la scritta M-ostrogoti), i Latini avevano una lattina e così via.

Se lasciate spazio ai bambini, di immagini divertenti ne saltano fuori. Non c’è da stupirsi se accanto alla voce Basilica di San Vitale c’è un raffigurato un ditale, o per ricordare il monte Saccarello è stato disegnato un sacco, o ancora se la Cappella degli Scrovegni ha accanto il bel muso di una scrofa e per il Tagliamento c’è una forbice che sembra tagliare il mento di un poveretto. Tutto fa brodo! Sono ottimi metodi per ricordare lunghi elenchi di nomi come possono essere i fiumi e monti delle regioni d’Italia.

Ma sugli elenchi e come ricordarseli meglio, vi rimando all’articolo COME RICORDARE I LUNGHI ELENCHI DI NOMI.

Ma voi cosa ne pensate? Avete un’esperienza da condividere? Scrivetemi, sarò contenta di rispondervi o anche solo di darvi spazio.