PANICO DA COMPITI

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Immagine presa da Colibri Ass.culturale- SOS compiti-doposcuola

AIUTO! NON CI CAPISCO NIENTE!

Se non è mai capitato che vostro figlio vi dica, Mamma non ci capisco niente! siete tra i fortunati che non hanno bisogno di consultare questo o altri siti sui compiti. Se invece vi è successo, state tranquilli, siete in ottima compagnia! Potrebbero essere le divisioni a 2 cifre o l’analisi grammaticale di turno, ma prima o poi succede che nostro figlio si trovi nella fase disperazione e magari decida pure che lui non ne vuole sapere di quel compito lì. Premesso che consigli in questi casi è meglio non darne (si rischia un morso a un polpaccio, lo so: a volte coi figli che ci mettono a dura prova, basta meno di un cerino ad accenderci!), posso solo raccontarvi quel che succede a casa mia, dicendo però prima un bel “Forza e coraggio a tutte quelle mamme e papà che aiutano nei compiti i nostri ragazzi! Uniti ce la faremo!”.

Ed ecco quel che succede a me (quando riesco a evitare la fase urlo e arrabbiatura, naturalmente). Ipotizzando che si tratti di un argomento di matematica, io solitamente provo a rispiegare meglio la cosa e, se non funziona, cambio registro: non tutte le teste funzionano nella stessa maniera, perciò cerco un metodo diverso. Stravolgo l’idea iniziale. Cerco solitamente esempi pratici, aiutandomi con oggetti, pezzetti di carta, schemini. E’ bene non dare per scontati concetti che noi abbiamo assimilato semplicemente perché adulti. Se ancora non funziona, prevedo una pausa, rassicurando che dopo col cervello più riposato la soluzione arriverà. In genere l’ansia sbollisce e le cose ripetute con più calma arrivano più facilmente. Poi qualche Bravo! Bene! Al momento giusto, ci sta.

Naturalmente il difficile in tutto questo è mantenere il sangue freddo, anche perché a noi genitori mica ci danno la patente in psicologia uscendo dalla sala parto!

A mio vantaggio c’è che in genere amo scherzare, sdrammatizzare, così capita che una battuta prendendo in ridicolo il personaggio di turno (Ma perché cavolo gli è venuto in mente al contadino di mettersi a misurare tutti quei metri di recinzione del campo, proprio oggi?!) aiuti a far passare l’ansia. Si chiacchiera un po’ sul personaggio (Io lo chiamerei Gervasio!) aggiungendo ridicolaggini (Bel nome! Già è sfortunato che c’ha pure un campo ottogonale, ma chi glielo ha venduto?!) e si ricomincia (Dai aiutiamolo, sennò gli escono le mucche dal recinto).

LA MATERIA CHE ODIO

Come si fa a studiare una materia che odi? Ce l’abbiamo avuta tutti nella nostra storia scolastica una materia che proprio non ci andava giù, o almeno (per i più bravi) che ci annoiava. La mia era Storia. Ora invece, che studio con i miei figli, la trovo Niente Male. Perché? mi sono detta. Una volta non la reggevo proprio. Poi ci ho riflettuto su. La cosa non mi ha impegnato molto tempo, devo ammettere, perché, ripensando alla mia vita scolastica, ho capito che avevo sempre avuto professori che mi rendevano la materia noiosa. Ora però a mio figlio grande la Storia intriga molto, e quando la studia con me, nascono domande, curiosità. Se si parla dei re di Roma, si spettegola su chi ha fatto quello e chi ha fatto quell’altro, come fossero amici comuni che si sono comportati male o bene. Nasce un confronto tra noi. Insomma la materia diventa divertente. Allora bastava così poco? mi dico io. Si. A volte noi adulti siamo noiosi, anzi, non a volte, spesso!

Le materie scolastiche possono essere interessanti, se lo vogliamo. Usando fantasia, ma anche senso pratico, in matematica, per spiegare a che mi servono le espressioni.

E poi vale sempre la regola che con i bambini bisogna parlare tanto, non necessariamente di scuola. Badateci, a volte chiacchierando del più e del meno si possono trovare collegamenti tra i fatti quotidiani e la lezione di geografia o geometria.

 

Ma voi cosa ne pensate? Avete qualche trucco per rendere una materia ostica meno pesante? Scrivetelo qui sotto, sarò contenta di darvi spazio.

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