UN ABACO DA POLSO

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un abaco nelle mani

Parliamo ancora di numeri e di mani. Questa bella idea l’ha avuta una mamma, per il suo bimbo di 6 anni. Sempre ingegnose le mamme!

Eccovi un link dove seguire la spiegazione su come costruire l’abaco.

 

Abaco

Il link fa riferimento al sito La scuola in soffitta, pieno davvero di tantissime cose interessanti non solo per la scuola ma la didattica e la crescita insieme: giochi fai da te, riciclare oggetti, attività ricreative, libri utili e altro ancora. Mi riprometto di guardarmelo a fondo e pescare altre cose belle da proporvi.

UNA CALCOLATRICE NELLE MANI

Sembra logico per molti di noi fare i conti con “le dita in mente”, come dico io. Non per tutti è immediato il concetto, anche perché ora si parte con la matematica dalle linee dei numeri. Ma, come è bello dire, a ognuno il suo metodo, chi preferisce la linea e chi preferisce le dita.

E se le dita non sono a sufficienza? Ci ha pensato qualcuno.

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CALCOLARE CON LE MANI

Per avvicinare i bambini alle addizioni in modo divertente possiamo far costruire loro un calcolatore utilizzando semplicemente un foglio di carta bianco, un cartoncino colorato, della colla e un pennarello.

La realizzazione proposta in questo articolo è stata fotografata dal Centro Pedagogico doposcuola per BES, seguito dalla Dott.ssa Scotto Roberta ed è pertanto pensata per alunni con Bisogni Educativi Speciali. Aggiungo però, che far prendere coscienza che nelle mani si nasconde un vero e proprio calcolatore è qualcosa di utile per tutta la classe.

Una calcolatrice nelle mani

 

AMICI DI PENNA

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E così sono arrivate le 2 lettere tanto attese a casa nostra!

Si tratta delle lettere contenenti 8 indirizzi a testa (due lettere per i miei 2 figli) dell’ International Pen Friends. Ci sono voluti 4 mesi di attesa ma ce li abbiamo ora, questi benedetti indirizzi di bambini e bambine in giro per il mondo coi quali corrispondere in inglese.

“E cosa si scrive a un amico di penna? E come? Ma loro conoscono i nostri nomi?”

Ho cominciato col tirar fuori le vecchie lettere della mia amica Piia, finlandese e di Simeon del Burkina Faso. Che bei ricordi! Cartoline, disegnini, ritagli di giornali con foto dei nostri idoli musicali. I miei figli (9-11 anni) sono più giovani della me di allora: ero in 2° media quando ho cominciato. Però ora si è più precoci in tutto…

La cosa è nata per interessare mio figlio all’inglese, lingua ostica che si scrive in un modo e si pronuncia in tutt’altro modo. Strani tipi ‘sti inglesi! Poi l’idea dell’attesa della lettera, due cose rare: l’attesa e la lettera. Dovranno aspettare, dovranno faticare (scrivere a più ragazzi), fantasticare su cosa mettere dentro la busta (cartoline, figurine..) e potranno emozionarsi nel ricevere una busta con su scritto il loro nome da parte di un bambino o una bambina che sta dall’altra parte del mondo 🙂

Per ora si lavora. “Mamma come si dice in inglese…?”. Poi resteremo in attesa…

International Pen Friends

 

IMPARO L’INGLESE

Volevo segnalarvi le Short Stories del sito d’inglese Learn english kids.

Sono cartoni animati in inglese. Potete trovarci Romeo e Giulietta, Amleto in versione breve e accattivante, ma che storie più “leggere”. Ci sono anche giochi, canzoncine scioglilingua, grammatica, flashcards. Ci sono sezioni più adatte a chi è più grande o conosce meglio la lingua, ma anche sezioni per principianti.

Qui sotto il link alla sezione short stories.

Learn english kids

 

 

MATEMATICA E METODI

matematica

METODO ANALOGICO

Quanti sono d’accordo con la frase nell’immagine sopra alzino la mano!!

Eppure c’è chi la vorrebbe insegnare in modo diverso.

Il metodo analogico ideato da Camillo Bortolato è il metodo più intuitivo e facile per apprendere la matematica, perché utilizza metafore e analogie, come fanno i bambini che nella loro genialità imparano a giocare, a parlare o usare il computer ancor prima degli adulti. Ce lo spiega bene Rossella Grenci in questo articolo.

collegamento al sito

Ma è bello scoprire che volendo non c’è un solo metodo d’insegnare la matematica. Esiste la possibilità di frequentare corsi sul metodo analogico e qualche insegnante lo adotta in classe. Volere è potere. Siamo diversi, le nostre menti non possono avere un solo metodo di concepire la matematica.

UNA MOLTIPLICAZIONE, TRE METODI

A questo proposito vorrei girarvi un video di una maestra indiana che insegna a un classe come svolgere una moltiplicazione a 2 cifre. Vorrei girarvi, dicevo, ma è da ieri che ci provo ed ho qualche problema così vi rimando alla pagina Facebook di mammachecompiti, suggerendovi, per trovarlo prima, di fare CTRL F (cerca nella pagina) e scrivere “LES TIC” nella ricerca sulla pagina.

Lì c’è il video.

Tre metodi diversi per svolgere la stessa moltiplicazione, lo stesso risultato. Liberi di scegliere!

LA PSICOLOGA E GLI APPRENDIMENTI

Vi riporto solo un breve estratto di uno degli interessanti articoli che la psicologa Martina Mattei pubblica sul suo sito.

In fondo il link.

“Se non imparo nel modo in cui tu insegni, insegnami nel modo in cui io imparo”.

Ognuno di noi ha un proprio stile di apprendimento. Apprendiamo in modo diverso, usando canali e strategie differenti. C’è chi apprende meglio attraverso le immagini, chi attraverso l’ascolto, chi ancora attraverso la parola scritta.

Queste differenze riflettono quello che si definisce Stile di Apprendimento.

Lo stile di apprendimento è l’approccio preferenziale che una persona usa quando elabora le informazioni, le memorizza e le usa per lo studio. E’ il risultato di processi percettivi e cognitivi. Non è un processo immutabile e innato, ma deriva dalle esperienze e dalle preferenze di ognuno.

Scopriremo che conoscere lo stile di apprendimento di uno studente con DSA è estremamente importante. Ora vediamo cosa caratterizza lo stile di apprendimento…….

CONTINUA QUI- art. di Martina Mattei

SCRIVERE UN TESTO NARRATIVO

mafalda

“Scrivete un racconto su…” in genere comincia così la richiesta del compito di italiano, odiato o amato. Le vie di mezzo sono difficili. C’è chi già sa cosa racconterà e pure come e parte a razzo, pochi, chi si spreme le meningi nella speranza di far uscire un racconto e, più spesso, chi pensa di avere una buona idea ma non sa da dove partire.

Ecco (qui sotto) qualche suggerimento, scovato qua e là, per questi ultimi, partendo dal presupposto di averci un’idea di racconto da scrivere!

Il testo narrativo