L’IMPORTANZA DEGLI SCHEMINI

COME SI FANNO E COSA SONO GLI SCHEMINI

Studiare è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Ok, sto degenerando! Non è proprio così brutto studiare, ma farlo con gli schemini per qualcuno è meglio.

Intanto per farli sarebbe meglio partire da una buona lettura, sottolineare o evidenziare le cose più importanti. C’è chi dà dei titoli alle sequenze (i paragrafi) e studia già meglio così. Oppure chi prende un bel foglio bianco e disegna lo schemino. Può avere diverse forme: modello “albero genealogico”…

MAPPA FRIULI

….a “raggiera”, con il titolo principale nel mezzo e tutto attorno i sotto argomenti a lui legati a raggiera, appunto…

sardegna.jpg

…sotto forma di elenco…

I PERSONAGGI DELL’lLlADE Greci.jpg

….con schizzi e disegni che accompagnano scritte o a forma di fumetto. C’è chi si serve di ritagli di immagini prese da riviste, per accompagnare meglio un concetto.

L’importante sarebbe che a questa stesura partecipasse il bambino interessato, visto che deve poi trovarlo utile lui. Noi dobbiamo aiutarlo cercando di focalizzare i concetti chiave, per non disperdere energie, e cercando quel minimo di ordine che possa rendere lo schemino rileggibile a distanza di tempo senza l’interprete. Se lo si fa con curiosità e senza metter fretta, diventa un bel gioco che fa amare di più lo studio e questo è a nostro vantaggio.

Le mappe sono state prese dal sito il paradiso delle mappe

ANCORA SUGLI SCHEMINI

Le immagini e i disegni che accompagnano uno schemino o mappa concettuale possono essere fondamentali, e nel farli ci si può anche divertire. Ecco alcuni esempi che mi sono stati raccontati. Su una mappa fatta da un bambino i Visigoti erano raffigurati da un viso, gli Ostrogoti da un mostro (con accanto la scritta M-ostrogoti), i Latini avevano una lattina e così via.

Se lasciate spazio ai bambini, di immagini divertenti ne saltano fuori. Non c’è da stupirsi se accanto alla voce Basilica di San Vitale c’è un raffigurato un ditale, o per ricordare il monte Saccarello è stato disegnato un sacco, o ancora se la Cappella degli Scrovegni ha accanto il bel muso di una scrofa e per il Tagliamento c’è una forbice che sembra tagliare il mento di un poveretto. Tutto fa brodo! Sono ottimi metodi per ricordare lunghi elenchi di nomi come possono essere i fiumi e monti delle regioni d’Italia.

Ma sugli elenchi e come ricordarseli meglio, vi rimando all’articolo COME RICORDARE I LUNGHI ELENCHI DI NOMI.

Ma voi cosa ne pensate? Avete un’esperienza da condividere? Scrivetemi, sarò contenta di rispondervi o anche solo di darvi spazio.

 

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