COMPITI, MA QUANDO? CONSIGLI PRATICI

TEMPO

L’ORARIO

Se per voi l’orario ideale dei compiti sarebbe le 3 del pomeriggio, ma per vostro figlio sarebbe “mai”, forse è il caso di capire perché. Magari dopo pranzo fa comodo a noi, ma per il bambino potrebbe essere il momento più letargico e se, rimandando, rimandando, si siede alla scrivania e prende finalmente in mano la biro soltanto dopo un’ora d’insistenze, forse l’orario va rivisto.

Ognuno di noi è diverso. E’ importante capire qual’ è l’orario in cui vostro figlio “rende” meglio. Inutile spiegargli le espressioni mentre si sloga la mascella dagli sbadigli.

D’altra parte anche noi adulti abbiamo il nostro orario ideale: c’è chi rende meglio la mattina presto, chi la sera tardi. Certo bisogna mediare un pochettino, se vostro figlio pretende di fare i compiti di matematica alle 10 di sera. A me capita col mio “pargolo” undicenne che purtroppo a quell’ora è pure più attento e veloce del solito!

GIOCARE D’ANTICIPO

Quando i compiti cominciano ad essere tanti è assolutamente necessaria una “tabella di marcia”, con indicati i giorni di scuola della settimana, magari appesa al muro vicino alla scrivania. Useremo pennarelli di diverso colore per le diverse materie.

L’ideale sarebbe avere due tabelle, una dove indicare i compiti scritti da fare e una con le materie da studiare e le eventuali verifiche. Indicheremo dove (sul quaderno o sul libro) si trovano le pagine da studiare e quante sono in tutto, così da programmare meglio lo studio.

Se ci sono dieci pagine di storia e una settimana di tempo, meglio studiare 2 pagine al giorno e tenersi un paio di giorni finali per un ripasso.  Sembrano consigli scontati, ma spesso gli “altri compiti” impediscono di giocare in anticipo, perciò bisogna farsi furbi, e in questo le mamme possono essere decisive.

Non demoralizziamoci se i nostri figli non sanno ancora organizzarsi, a 9, 10, 11 (l’età mettila tu) anni. Ci si arriva pian pianino e noi possiamo dare loro una mano a capire alcuni meccanismi.

Qui sotto due proposte di calendari delle lezioni fatte da me!

CALENDARIO SETTIMANALE ORARI LEZIONE

CALENDARIO SETTIMANALE VUOTO

PAUSE

Ho imparato la loro importanza con mio figlio. Indispensabili per tutti noi, le pause (ogni mezz’ora, l’ideale) sono vitali per un bambino DSA che si stanca maggiormente. Certo quando il tempo è poco, la pausa sembra tempo perso ma serve per ristabilire serenità e la serenità ricarica. Due chiacchiere bastano: quella cosa che è successa oggi a scuola, l’invito dell’amico del cuore… Oppure una passeggiata per la casa o per la camera, due salti sul letto, un giro in bagno, un abbraccio alla mamma. Tensione scaricata, si ricomincia, via.

Ma voi cosa ne pensate? Avete un’esperienza da condividere? Scrivetemi, sarò contenta di rispondervi o anche solo di darvi spazio.

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